BREVE ACCENNO STORICO AL MOSSAD
NASCITA’ MOSSAD
Anzitutto, il Mossad, contrariamente a quanto è prassi intendere, rappresenta solo una delle tre branche dei servizi segreti Israeliani. Esse sono le seguenti –
1) AMAN – Servizi Segreti Militari.
2) MOSSAD - Servizi Segreti Politici
3) SHIN BETH – Servizi Segreti Interni.
4) OPERAZIONE ENTEBBE
5) REATTORE NUCLEARE IRAQENO E ASSASSINIO BULL.
6) ATTUALE SCENARIO EUROPEO, BRITANNICO.
Il Mossad viene ad esistere nel 1949, per volontà dell’allora Primo Ministro, David Ben Gurion.
1) DOCUMENTO DI CRITICA A STALIN
Esso, pur essendo da poco costituito si distingue per la grande maestria nel portare a termine gli incarichi affidatigli, nonostante il grande rischio corso.
Si veda la missione in cui, agenti segreti recuperarono la documentazione dove Chruscev attaccava pubblicamente i crimini compiuti durante l’Unione Sovietica da Stalin, documentazione censurate dalle alte sfere del Cremlino, a causa del netto revisionismo contrario all’araldo primo del comunismo.
Il documento fu poi diffuso nel mondo occidentale, e a breve, trapelò in qualsiasi mezzo di informazione libero, compromettendo a livello mediatico nonché politico, l’appannaggio falso di prosperità, che emergeva in Russia durante la propaganda sovietica.
2) ESTRADIZIONE DI EICHMANN
Altro importante tassello fu il rapimento e l’enstradizione di Eichmann, ex-gerarca nazista, sfuggito alla giustizia, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
A tradire il gerarca fu la relazione che il figlio instaurò con una ragazza di origini tedesche, anch’ella trasferitasi in Argentina, paese, che diede ospitalità a Eichmann, fungendo lui da riparo.
Il figlio, confessò all’amante che suo padre uomo di spicco del regime nazista, ma, a sua insaputa, la ragazza, era per discendenza anche di ceppo ebraico, ragion per cui riferì l’accaduto al padre, oramai cieco ed eroso dall’età, che informò prontamente il Mossad.
A ciò seguì un sequestro, che vide la sua svolta nella scelta di Eichmann di essere processato in Israele, a discapito della ben peggior alternativa, di subire seduta stante il proprio omicidio.
3) SEQUESTRO ATLETI OLIMPIADI DI MONACO 1972, OPERAZIONE “ IRA DI DIO”
Nel 1970 viene a formarsi “ Settembre Nero”, organizzazione terroristica, nata in seno ad Hamas, che però gravità nell’orbita di Al Fatah ( diramazione sempre interna al gruppo principale Hamas).
“ Settembre Nero” sequestrò durante le Olimpiadi del 1972 alcuni atleti Israeliani, e minacciò di ucciderli, qualora Israele non avesse liberato dalle proprie carceri, una lista di appartenenti ad organizzazioni belliche palestinesi.
Dopo il netto rifiuto Israeliano, le condizioni delle trattative subirono un’inesorabile degenerazione; le truppe speciali provarono a irrompere nell’albergo dove la squadra era tenuta sequestrata, ma, a causa delle emittenti televisive che frattanto stavano riprendendo in diretta reale il tentativo ( dando cosi l’opportunità ai membri di Settembre Nero, di apprendere la strategia degli assalitori, grazi all’ausilio del televisore), il piano fu rigettato.
Capita l’infruttuosità delle trattative, Settembre Nero fu propenso ad abbandonare Monaco; richiese cosi che gli fosse approntato un aereo con il quale dileguarsi.
Le autorità acconsentirono, ma il trasporto, tramite elicotteri, due per la precisione, atti a permettere lo sgombro di tutti gli otto terroristi, sarebbe avvenuto in ore notturne, scelta fatale, che si pensava avrebbe fornito maggior vantaggio alle forze speciali tedesche, che però, fu elemento di confusione estremo.
Infatti, nel momento in cui si udirono alcuni spari provenire dall’abitacolo di uno degli elicotteri, probabilmente esplosi all’indirizzo di atleti Israeliani, le forze speciali aprirono il fuoco, crivellando con poca precisione tutti i soggetti trasportati nei veivoli, di cui uno deflagrò, per l’accensione di una granata, accensione volontaria, adoperata da un membro di Settembre Nero.
In risposta al sequestro degli atleti, e alla strage, realizzata in gran parte dalle mire di Settembre Nero, al Mossad fu commissionato l’ordine di eliminare i mandanti.
Essi vennero assassinati con perizia, evitando il coinvolgimento di civili o famigliari. Uno che era alloggiato con la famiglia, venne ucciso con la detonazione di un ordigno posto in un falso mobile ( copiato dal Mossad, durante l’assenza di quest’ultimo, e sostituito all’originale) che era tarato per eliminare un singolo individuo.
Per accertare il tutto, i servizi segreti telefonarono ( il telefono era poggiato sul mobile) sincerandosi che il bersaglio fosse solo e in prossimità dell’ordigno.
L’errore saliente fu commesso per l’omicidio del leader di Settembre Nero, tale Ali Hasan, che venne equivocato con il cameriere di origine marocchina Ahamed Bouchik, il quale fu ucciso per errore.
Le autorità Norvegesi incriminarono i sei agenti del Mossad per omicidio, e gli alti vertici, si rifiutarono di offrire loro alcun sostegno, a causa dell’errore commesso.
Frattanto Ali divenne l’uomo della CIA atto a mediare con Hamas.
La CIA, penando più volte per l’incolumità di Ali, e sapendo che il Mossad era in procinto di eliminarlo, richiese l’autorizzazione di proteggerlo, cosa rigettata puntualmente dall’uomo, che venne infine ucciso dall’esplosione di un congegno situato sulla strada che la macchina da lui guidata stava percorrendo.
E con questo termina ufficialmente l’operazione Baionetta/ Ira di Dio / Primavera di Gioventù.
4) OPERAZIONE ENTEBBE
Nel 1976, un aereo proveniente da Tel Aviv, che seguiva la rotta Atene/ Parigi, viene dirottato, e costretto a scendere in Uganda, più precisamente nell’aereo di Entebbe ( capoluogo dell’Uganda). I sequestratori di matrice islamica, reclamavano la liberazione dalle carceri Israeliane di alcuni loro commilitoni, oppure avrebbero ucciso gli ostaggi. Essi si fortificarono all’interno dell’aeroporto stesso.
A rendere più complessa la questione il fatto che, probabilmente lo stesso presidente Ugandese, Idi Amin, aveva appoggiato il dirottamento e continuava durante le ore di prigionia a sovvenzionare con informazioni di intelligence e soldati, il manipolo di terroristi.
Fu pianificata la liberazione armata dei reclusi.
Il Mossad impiegò tre C-130 Hercules, che volarono a pelo d’acqua per sfuggire alle rilevazioni radar dei sensori aereoportuali.
Giunti sulla pista, due si dileguarono, mentre il terzo si posiziono per un repentino decollo.
Da quest’ultimo usciorono alcuni mezzi, uno dei quali era di stesso colore e marca di quello adoperato abitualmente da Amin ( ricordiamo, presidente dell’Uganda).
Proprio per generare confusione e trarre in inganno i terroristi, facendo loro credere di essere il corteo presidenziale, venne adottata la scelta di impiegare quei veicoli, ed essa generò in un primo momento incertezza nei cuori dei dirottatori, tant’è che fino a che, non scesero dalle macchine i reparti del Mossad, molto probabilmente i terroristi stessi e i soldati ugandesi, mandati a dar man forte dal presidente, cedettero davvero in una possibile visita di Amin e del suo corteo.
L’intervento fu tempestivo; degli assalitori morì solo il caposquadra, Netanyahu, fratello del futuro primo ministro Israeliano.
I civili furono tratti in salvo con scalo in Kenya, ove il governo, ostile a quello Ugandese, accettò di imbastire rifornimento ai mezzi Israeliani.
Con questa operazione si consacra definitivamente il Mossad come organo di grande maestria e capacità spionistica.
5) REATTORE NUCLEARE IRAQENO E ASSASSINIO BULL.
Nel 1981 l’Iraq di Saddam sta costruendo un reattore nucleare a scopo bellico. Pur sia pressoché impossibile localizzarlo e acquisire prove certe della sua esistenza, il Mossad si appropria delle coordinate e dei dati precipui che lo attengono.
Grazie a dette informazioni di Intelligence, l’aviazione Israeliana bombarderà poi detta struttura, rendendo all’Iraq impossibile il programma nucleare, tanto sperato a fini bellici.
Saddam vuole comunque assicurarsi un’arma di grande pericolosità e commissiona a Bull, studioso canadese, la costruzione del “ Super cannone”, arma in cui venivano fusi due obici di elevata lunghezza, creando cosi una piattaforma di propulsione per razzi assai temibile e longeva ( “Progetto Babilonia” ) .
Oltre a questo progetto, Saddam commissionò a Bull la creazione di un nuovo prototipo di missile Scud di fabbricazione sovietica, che avrebbe reso la contraerea Iraqena assai temibile.
Bull viene assassinato in circostanze misteriose ( probabilmente a causa del Mossad) in Belgio, dove risiedeva stabilmente.
6) ATTUALE SCENARIO EUROPEO, BRITANNICO.
Infine, fonti non accreditate indicano che nel 2003, il Mossad abbia impiegato in supporto ai servizi segreti Britannici, membri della “ Baionetta” apparato apposito, dedito all’eliminazione di terroristi a matrice islamica, per agire su suolo Inglese.
Articolo de La Fenice di Sauer
mercoledì 6 maggio 2009
Vivete l'Estate in tutta la sua pienezza
Come ogni anno arriva l'estate, la stagione preferita di ogni ragazzo e ragazza.
L'estate. Forse noi tutti ci ricordiamo quando da piccini, ma anche da grandi, non vedevamo l'ora che finisse la scuola, o che arrivasse il periodo delle ferie perchè così potevamo dire : "adesso mi sento davvero libero da tutto posso fare ciò che voglio mattina, sera e notte sensa mai fermarmi".
L'estate, la stagione preferita da coloro che hanno la propria città vicino al mare dove quando possibile si può andare a fare un tuffo in mare, avere quel sapore di salsedine nei capelli e farsi una belle doccia fredda appena usciti dall'acqua.
Stare con gli amici, in un certo senso d'estate si rafforza e si migliora sempre di più il rapporto che abbiamo instaurato con i nostri amici, forse, io penso che è lo stare insieme sempre di più del solito e vedersi sempre di più del solito.
D'estate si fanno cose che solitamente non ti immagini di fare nelle altre stagioni.
Succedono sempre cose strane molto intrecciate e che ti rmangono sempre impresse.
Molto vago come dicscorso voi penserete, ma provate a ricordare l'Estate scrosa e sono sicuro che qualcosa di strano dalla salita routine vi è accaduta.
La stagione delle spiaggiate sia in riva al mare, sia in riva ad un lago; accendere un fuoco stare con gli amici e ridere e scherzare.
L'estate è la stagione delle vacanze estive e dei viaggi indimeticabili, quante volte abbiamo detto frasi del tipo: "ti ricordi quando d'estate siamo andati a fare l'interail in Germania ?".
Non dimentichiamoci che l'estate è la stagione dell'amore.
Tutti diranno che la stagione dell'amore è la primavera, ma sono sicuro che se facciamo due conti possiamo ricordaci che le migliori storie d'amore, anche brevi sono accadute d'estate.
Insomma l'estate è la stagione anche dei ricordi, anche se è una stagione breve, la "stagione" come piace chiamarla a me e ai miei amici campani la si vive e la si deve vivere sempre in pieno e al meglio
così avremmo tanti ricordi belli da raccontare e da ricordare anche nei momenti un pò tristi.
Non dico che durante il gelido inverno, il triste autunno e la dormiente primavera non succede nulla, ma d'estate c'è una molta magia in più.
Buona Estate a tutti !!!!
Vivete al meglio questa vostra Estate !!!!!!!!!
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
L'estate. Forse noi tutti ci ricordiamo quando da piccini, ma anche da grandi, non vedevamo l'ora che finisse la scuola, o che arrivasse il periodo delle ferie perchè così potevamo dire : "adesso mi sento davvero libero da tutto posso fare ciò che voglio mattina, sera e notte sensa mai fermarmi".
L'estate, la stagione preferita da coloro che hanno la propria città vicino al mare dove quando possibile si può andare a fare un tuffo in mare, avere quel sapore di salsedine nei capelli e farsi una belle doccia fredda appena usciti dall'acqua.
Stare con gli amici, in un certo senso d'estate si rafforza e si migliora sempre di più il rapporto che abbiamo instaurato con i nostri amici, forse, io penso che è lo stare insieme sempre di più del solito e vedersi sempre di più del solito.
D'estate si fanno cose che solitamente non ti immagini di fare nelle altre stagioni.
Succedono sempre cose strane molto intrecciate e che ti rmangono sempre impresse.
Molto vago come dicscorso voi penserete, ma provate a ricordare l'Estate scrosa e sono sicuro che qualcosa di strano dalla salita routine vi è accaduta.
La stagione delle spiaggiate sia in riva al mare, sia in riva ad un lago; accendere un fuoco stare con gli amici e ridere e scherzare.
L'estate è la stagione delle vacanze estive e dei viaggi indimeticabili, quante volte abbiamo detto frasi del tipo: "ti ricordi quando d'estate siamo andati a fare l'interail in Germania ?".
Non dimentichiamoci che l'estate è la stagione dell'amore.
Tutti diranno che la stagione dell'amore è la primavera, ma sono sicuro che se facciamo due conti possiamo ricordaci che le migliori storie d'amore, anche brevi sono accadute d'estate.
Insomma l'estate è la stagione anche dei ricordi, anche se è una stagione breve, la "stagione" come piace chiamarla a me e ai miei amici campani la si vive e la si deve vivere sempre in pieno e al meglio
così avremmo tanti ricordi belli da raccontare e da ricordare anche nei momenti un pò tristi.
Non dico che durante il gelido inverno, il triste autunno e la dormiente primavera non succede nulla, ma d'estate c'è una molta magia in più.
Buona Estate a tutti !!!!
Vivete al meglio questa vostra Estate !!!!!!!!!
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
Vita reale o Vita non reale?
Molte volte nelle discussioni della micronazione si è vista la seguenti due parole: " vita reale " .
Adesso vorrei tentare di farvi pensare e di cercare di aprire una discussione interna per capire come la pensate. Già tempo a dietro ci provai, ma con scarsi risultati .
Premetto che questo articolo non vuole essere un lavaggio del cervello, ma vuole mettere solo in discussione alcune cose .
Prima di tutto noi tutti dovremmo capire cosa si intende per vita reale, quindi la domanda base per aprire questa discussione è : " Che cos'è la vita reale ? "
A mio parere, e forse anche nel senso comune, la vita reale è tutto quello che noi facciamo, ovvero tutte le nostre singole azioni che noi pensiamo e che poi mettiamo in pratica.
Quindi tutte le azioni che noi svolgiamo e di cui siamo coscienti fanno parte di questa.
Ma se è così, allora perchè molti dicono che partecipare alla vita politica di una micronazione è considerata un'azione della così detta "vita non reale" della persona?
Credo si debba ragionare su ciò cercando di distunguere, o meglio, capire se vivere una micronazione possa rientrare nella nostra vera vita.
Sicuramente anche se marginalmente o non marginalmente, Vitla occupa un posto nelle nostre giornate, altrimenti non dedicheremo parte del nostro tempo libero per rendere la nostra micronazione bella e vissuta.
Ecco, dunque, perchè può essere considerata realtà, perchè le persone che ci vivono, nel senso stretto della parola, sono vere, ragionano veramente, dedicano seriamente parte del loro tempo per rivestire i loro incarichi o dei qualsiasi obblighi.
A mio avviso l'unica vita non reale è tutto ciò che va al di fuori della nostra coscienza .
Una vita non reale è un allucinazione, un qualcosa di inspiegabile che noi crediamo di vivere e invece è tutto frutto della nostra immaginazione .
Avete presente Matrix ? noi crediamo di mangiare una buona e succosa bistecca invece è tutto frutto di impulsi informatici che ci fa credere di mangiare bistecca .
Ecco, per fortuna non è cosi. Noi in Vitla stiamo vivendo una parte della nostra vita reale che lo si voglia o no .
Altro discorso sarebbe, invece, che qualcuno si vergogni di quello che fa ed ha fatto qui, all'nterno della micronazione, e vorrebbe dunque giustificarsi tentando di ripiegare sui concetti di "reale" ed "irreale".
Appurato perciò, che Vitla fa parte della nostra vera vita, dobbiamo però precisare che la micronazione non può essere considerata come unica occupazione e come unico scopo di vita.
Ciò sarebbe improponibile e inconcepibile anche perchè ognuno ha un lavoro, degli studi da portare avanti, una famiglia ed altre incombenze o piacieri che non sono legati ad un computer.
Quindi in conclusione penso che Vitla faccia parte a tutti gli effetti della nostra vita reale, pur non essendo riconoscibile come "la nostra vita".
Per molti può sembrare banale o un discorso altamente filosofico (non credo), ma l'ho voluto mettere in luce perchè nelle micronazioni c'è molta confusione e crisi nel capire se questo che facciamo è vita reale. La risposta è una sola e tutti noi la sappiamo.
Perchè considerare quello che facciamo in Vitla vita non reale ? considerare quello che stiamo facendo o abbiamo fatto in Vitla vita non erale lo trovo inconcepibile .
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
Adesso vorrei tentare di farvi pensare e di cercare di aprire una discussione interna per capire come la pensate. Già tempo a dietro ci provai, ma con scarsi risultati .
Premetto che questo articolo non vuole essere un lavaggio del cervello, ma vuole mettere solo in discussione alcune cose .
Prima di tutto noi tutti dovremmo capire cosa si intende per vita reale, quindi la domanda base per aprire questa discussione è : " Che cos'è la vita reale ? "
A mio parere, e forse anche nel senso comune, la vita reale è tutto quello che noi facciamo, ovvero tutte le nostre singole azioni che noi pensiamo e che poi mettiamo in pratica.
Quindi tutte le azioni che noi svolgiamo e di cui siamo coscienti fanno parte di questa.
Ma se è così, allora perchè molti dicono che partecipare alla vita politica di una micronazione è considerata un'azione della così detta "vita non reale" della persona?
Credo si debba ragionare su ciò cercando di distunguere, o meglio, capire se vivere una micronazione possa rientrare nella nostra vera vita.
Sicuramente anche se marginalmente o non marginalmente, Vitla occupa un posto nelle nostre giornate, altrimenti non dedicheremo parte del nostro tempo libero per rendere la nostra micronazione bella e vissuta.
Ecco, dunque, perchè può essere considerata realtà, perchè le persone che ci vivono, nel senso stretto della parola, sono vere, ragionano veramente, dedicano seriamente parte del loro tempo per rivestire i loro incarichi o dei qualsiasi obblighi.
A mio avviso l'unica vita non reale è tutto ciò che va al di fuori della nostra coscienza .
Una vita non reale è un allucinazione, un qualcosa di inspiegabile che noi crediamo di vivere e invece è tutto frutto della nostra immaginazione .
Avete presente Matrix ? noi crediamo di mangiare una buona e succosa bistecca invece è tutto frutto di impulsi informatici che ci fa credere di mangiare bistecca .
Ecco, per fortuna non è cosi. Noi in Vitla stiamo vivendo una parte della nostra vita reale che lo si voglia o no .
Altro discorso sarebbe, invece, che qualcuno si vergogni di quello che fa ed ha fatto qui, all'nterno della micronazione, e vorrebbe dunque giustificarsi tentando di ripiegare sui concetti di "reale" ed "irreale".
Appurato perciò, che Vitla fa parte della nostra vera vita, dobbiamo però precisare che la micronazione non può essere considerata come unica occupazione e come unico scopo di vita.
Ciò sarebbe improponibile e inconcepibile anche perchè ognuno ha un lavoro, degli studi da portare avanti, una famiglia ed altre incombenze o piacieri che non sono legati ad un computer.
Quindi in conclusione penso che Vitla faccia parte a tutti gli effetti della nostra vita reale, pur non essendo riconoscibile come "la nostra vita".
Per molti può sembrare banale o un discorso altamente filosofico (non credo), ma l'ho voluto mettere in luce perchè nelle micronazioni c'è molta confusione e crisi nel capire se questo che facciamo è vita reale. La risposta è una sola e tutti noi la sappiamo.
Perchè considerare quello che facciamo in Vitla vita non reale ? considerare quello che stiamo facendo o abbiamo fatto in Vitla vita non erale lo trovo inconcepibile .
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
Viva la democrazia
«Il nostro sistema politico non si propone di imitare le leggi di altri popoli: noi non copiamo nessuno, piuttosto siamo noi a costituire un modello per gli altri. Si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza.»
Paricle
«La vita di un popolo non consiste nel diritto di eleggere i propri rappresentanti, ma nell'invigilarli, nel dirigerli sulla via, nel trasmettere loro la propria ispirazione. Nelle piccole repubbliche antiche, il popolo era chiamato a decidere intorno le leggi proposte. Nei grandi Stati moderni, l'associazione deve supplire all'esercizio impossibile di quel diritto. L'opinione del Paese dovrebbe legalmente, normalmente rivelarsi al governo intorno a ogni cosa che tocca i più.»
Aurelio Saffi
«Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto.»
Walt Whitman
"La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare."
C. Bukowski
Che gran bella cosa che è la democrazia, se non ci fosse democrazia non ci sarebbe libertà e noi non saremmo qui ad esprimere quello che pensiamo e quello in cui crediamo.
Quando questa viene negata penso che sia anche inutile starne a discutere: cade il più alto valore che si possa avere, la libertà personale e quindi decade anche il sistema politico per eccellenza : la democrazia.
La parola democrazia deriva dalla parola greca δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Se dovessimo seguire alla lettera il significto etimologico ogni stato dovrebbe concedere il pieno potere al popolo, ma come tutti noi sappiamo il potere totale al popolo è una cosa ingestibile.
Per questo la democrazia ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.
Vediamo di analizzare i due tipi di democrazia che si pososno avere : democrazia dirette e democrazia indiretta.
La democrazia per eccellenza, e penso sia il sogno di tutti è quello di avere la democrazia diretta, quindi pieno potere al popolo come nell'Antica Grecia dove il popolo si riuniva nell'Agorà e prendeva parte alla vita politica della nazione direttamente senza intermediari.
Ma come in ogni cosa c'è sempre un inttoppo.
Quanto è realizzabile ai giorni nostri una democrazia diretta?
A mio avviso instaurare un regime di democrazia diretta nel 2008 penso sia una cosa inconcepibile.
Probabilmente la democrazia diretta senza intermediari è applicabile in una piccola comunità non superiore a dieci persone, ma come possiamo vedere anche nella nostra realtà della Repubblica Democratica di Vitla la democrazia diretta sta rallentando i lavori dell'Assemblea Costituente.
Scegliere la democrazia diretta per scrivere la Costituzione è stata un'ottima scelta, ma ripensandoci credo di non riproporla più; non perchè voglio escludere il pensiero delle diverse persone, ma credo che una democrazia rappresentativa sia un mezzo più veloce e meno ridondante a costo di scartare parte della cittadinanza.
Attualmente la democrazia diretta la possiamo trovare nella nazione della Svizzera che è una delle poche repubbliche al mondo che funzionano con il meccanismo della democrazia diretta.
La Svizzera utilizza come strumenti di questa democrazia diretta il referendum abrogativo e il referendum propositivo, che possono essere indetti da Parlamento e Governo o direttamente dai cittadini, tramite le petizioni di firme.
La Costituzione disciplina le materie che devono obbligatoriamente essere sottoposte al voto popolare.
Fra queste: qualsiasi modifica alla Costituzione e l'introduzione di codici di leggi come quello civile e penale.
Al contrario in Italia e in molti altri stati vige un regime di democrazia indiretta, quindi noi che siamo un popolo intelligente il giorno del voto andiamo ad affidare un mandato ad una persona che rappresenti meglio il nostro ideale.
C'è un intoppo anche in questa forma di governo?
Credo proprio di si.
Come ogni macchina perfetta c'è sempre un piccolo ingranaggio difettoso che potrebbe portare al collasso della macchina.
Rimedi per questi intoppi ? Non credo ci siano rimedi, credo che l'unica cosa si possa fare sia affidarsi all'intelligenza delle persone, che siano eletti o che siano protagonisti in prima presona.
Alle volte la rivolta popolare non serve a nulla e può solo peggiorare le cose, anche se la storia ci ha fatto vedere che la rivolta popolare ha sempre vinto, badate bene non è un invito alla rivoluzione.
Alcuni asseriscono che la democrazia sia un sistema pieno di contraddizioni.
Di seguito vi riporto alcuni studi e alcuni pensieri in merito:
Studi recenti di economisti e matematici mostrano come la democrazia non sia qualcosa di compiuto e ben definito, come si tende a credere nel senso comune. In effetti un approccio filosofico tende a considerare la democrazia un concetto intrinsecamente contestabile.
La prima critica che si fa alla democrazia è il paradosso insito in se stessa, ovvero se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico, la democrazia cesserebbe di esistere.
Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza. Quindi in pratica la democrazia non può esistere, è solo una teoria utopica.
Un esempio di questo tipo è quello di un Paese a maggioranza islamica nel quale un partito porta i leader religiosi al potere, disconosce la laicità dello Stato, e desidera instaurare una teocrazia; oppure di un orientamento politico che rifiuta la Costituzione e di indire nuove elezioni democratiche.
In secondo luogo si puntualizza un fattore semantico troppo spesso volutamente frainteso: le parole "democrazia" e "libertà" non sono sinonimi.
Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico. In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci, ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo.
In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia.
Il nobel Amartya Sen ha dimostrato che se valgono sia il principio di libertà di opinione che quello di unanimità allora un individuo può avere al più dei diritti.
Ossia:
1. la libertà di opinione è meramente (=soltanto) fine a se stessa
2. la società può essere vincolata a tenere conto al massimo delle preferenze di un solo individuo e ad andare contro quelle degli altri.
Kenneth Arrow ha dimostrato che se valgono il principio di unanimità, di dipendenza dal voto e libertà di opinione allora esiste un dittatore.
In altri termini, in una democrazia come correntemente intesa in occidente, le decisioni sociali riflettono sempre le preferenze di un solo individuo (e per estensione di una sola classe sociale: quella dominante).
Michel Balinsky e Peyton Young hanno dimostrato che non esiste alcun sistema di distribuzione dei seggi in grado di soddisfare i principi di proporzionalità e monotonicità.
In altre parole è possibile che un partito, pur aumentando i consensi rispetto ad un altro, perda dei seggi.
Una domanda sorge spontanea, quanto ci sentiamo inseriti in un contesto democratico nella nostra vita ?
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
Paricle
«La vita di un popolo non consiste nel diritto di eleggere i propri rappresentanti, ma nell'invigilarli, nel dirigerli sulla via, nel trasmettere loro la propria ispirazione. Nelle piccole repubbliche antiche, il popolo era chiamato a decidere intorno le leggi proposte. Nei grandi Stati moderni, l'associazione deve supplire all'esercizio impossibile di quel diritto. L'opinione del Paese dovrebbe legalmente, normalmente rivelarsi al governo intorno a ogni cosa che tocca i più.»
Aurelio Saffi
«Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto.»
Walt Whitman
"La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare."
C. Bukowski
Che gran bella cosa che è la democrazia, se non ci fosse democrazia non ci sarebbe libertà e noi non saremmo qui ad esprimere quello che pensiamo e quello in cui crediamo.
Quando questa viene negata penso che sia anche inutile starne a discutere: cade il più alto valore che si possa avere, la libertà personale e quindi decade anche il sistema politico per eccellenza : la democrazia.
La parola democrazia deriva dalla parola greca δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Se dovessimo seguire alla lettera il significto etimologico ogni stato dovrebbe concedere il pieno potere al popolo, ma come tutti noi sappiamo il potere totale al popolo è una cosa ingestibile.
Per questo la democrazia ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.
Vediamo di analizzare i due tipi di democrazia che si pososno avere : democrazia dirette e democrazia indiretta.
La democrazia per eccellenza, e penso sia il sogno di tutti è quello di avere la democrazia diretta, quindi pieno potere al popolo come nell'Antica Grecia dove il popolo si riuniva nell'Agorà e prendeva parte alla vita politica della nazione direttamente senza intermediari.
Ma come in ogni cosa c'è sempre un inttoppo.
Quanto è realizzabile ai giorni nostri una democrazia diretta?
A mio avviso instaurare un regime di democrazia diretta nel 2008 penso sia una cosa inconcepibile.
Probabilmente la democrazia diretta senza intermediari è applicabile in una piccola comunità non superiore a dieci persone, ma come possiamo vedere anche nella nostra realtà della Repubblica Democratica di Vitla la democrazia diretta sta rallentando i lavori dell'Assemblea Costituente.
Scegliere la democrazia diretta per scrivere la Costituzione è stata un'ottima scelta, ma ripensandoci credo di non riproporla più; non perchè voglio escludere il pensiero delle diverse persone, ma credo che una democrazia rappresentativa sia un mezzo più veloce e meno ridondante a costo di scartare parte della cittadinanza.
Attualmente la democrazia diretta la possiamo trovare nella nazione della Svizzera che è una delle poche repubbliche al mondo che funzionano con il meccanismo della democrazia diretta.
La Svizzera utilizza come strumenti di questa democrazia diretta il referendum abrogativo e il referendum propositivo, che possono essere indetti da Parlamento e Governo o direttamente dai cittadini, tramite le petizioni di firme.
La Costituzione disciplina le materie che devono obbligatoriamente essere sottoposte al voto popolare.
Fra queste: qualsiasi modifica alla Costituzione e l'introduzione di codici di leggi come quello civile e penale.
Al contrario in Italia e in molti altri stati vige un regime di democrazia indiretta, quindi noi che siamo un popolo intelligente il giorno del voto andiamo ad affidare un mandato ad una persona che rappresenti meglio il nostro ideale.
C'è un intoppo anche in questa forma di governo?
Credo proprio di si.
Come ogni macchina perfetta c'è sempre un piccolo ingranaggio difettoso che potrebbe portare al collasso della macchina.
Rimedi per questi intoppi ? Non credo ci siano rimedi, credo che l'unica cosa si possa fare sia affidarsi all'intelligenza delle persone, che siano eletti o che siano protagonisti in prima presona.
Alle volte la rivolta popolare non serve a nulla e può solo peggiorare le cose, anche se la storia ci ha fatto vedere che la rivolta popolare ha sempre vinto, badate bene non è un invito alla rivoluzione.
Alcuni asseriscono che la democrazia sia un sistema pieno di contraddizioni.
Di seguito vi riporto alcuni studi e alcuni pensieri in merito:
Studi recenti di economisti e matematici mostrano come la democrazia non sia qualcosa di compiuto e ben definito, come si tende a credere nel senso comune. In effetti un approccio filosofico tende a considerare la democrazia un concetto intrinsecamente contestabile.
La prima critica che si fa alla democrazia è il paradosso insito in se stessa, ovvero se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico, la democrazia cesserebbe di esistere.
Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza. Quindi in pratica la democrazia non può esistere, è solo una teoria utopica.
Un esempio di questo tipo è quello di un Paese a maggioranza islamica nel quale un partito porta i leader religiosi al potere, disconosce la laicità dello Stato, e desidera instaurare una teocrazia; oppure di un orientamento politico che rifiuta la Costituzione e di indire nuove elezioni democratiche.
In secondo luogo si puntualizza un fattore semantico troppo spesso volutamente frainteso: le parole "democrazia" e "libertà" non sono sinonimi.
Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico. In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci, ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo.
In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia.
Il nobel Amartya Sen ha dimostrato che se valgono sia il principio di libertà di opinione che quello di unanimità allora un individuo può avere al più dei diritti.
Ossia:
1. la libertà di opinione è meramente (=soltanto) fine a se stessa
2. la società può essere vincolata a tenere conto al massimo delle preferenze di un solo individuo e ad andare contro quelle degli altri.
Kenneth Arrow ha dimostrato che se valgono il principio di unanimità, di dipendenza dal voto e libertà di opinione allora esiste un dittatore.
In altri termini, in una democrazia come correntemente intesa in occidente, le decisioni sociali riflettono sempre le preferenze di un solo individuo (e per estensione di una sola classe sociale: quella dominante).
Michel Balinsky e Peyton Young hanno dimostrato che non esiste alcun sistema di distribuzione dei seggi in grado di soddisfare i principi di proporzionalità e monotonicità.
In altre parole è possibile che un partito, pur aumentando i consensi rispetto ad un altro, perda dei seggi.
Una domanda sorge spontanea, quanto ci sentiamo inseriti in un contesto democratico nella nostra vita ?
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
Vita in versi
La poesia è l’arte di usare il significato semantico delle parole con il suono ed il ritmo che scandiscono le frasi al fine di trasmettere un proprio personale messaggio; questa, dunque, ha in sé alcune qualità proprie della musica e riesce dunque a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia, ad esempio, la prosa.
Il ritmo dunque è fondamentale.
Esso può essere più dolce, più incalzante o addirittura giocoso (come quello ripetitivo delle filastrocche), favorito poi anche dalle rime che si possono comporre in svariatissimi modi.
La poesia è anche “figura”, quindi è dare una vera e propria immagine alle parole, cercando di comunicare anche attraverso il “corpo” dell’opera e puntando sul senso visivo del lettore.
Strutturata in stanze che possono variare a seconda del numero di linee che le compongono, la poesia è dunque un vero e proprio testo letterario, ma più complesso con intrecci di assonanze, allitterazioni, rime, cesure e figure retoriche.
Ma vi siete mai chiesti cos’è realmente la poesia? Al di là delle complicate strutture che la compongono, delle rime baciate, incrociate e incatenate e della noia che comporta lo studiarla asetticamente nelle scuole, che rimane?
Molti pensano che sia una perdita di tempo anche solo leggerne una, quando forse non si rendono conto che non ci fu mai cosa più sentita e vera di questa.
Ma è veramente tutto così scarno, rigoroso e freddo? La poesia come stile di vita, come momento perfetto nel quale ricercare se stessi, come immagine perfetta dell’anima è tutto quello che di più umano si possa pensare. E’ proprio questa la necessita letteraria, questo bisogno di scrivere su.. che spinge almeno una volta nella vita ognuno di noi a comporne una o a, comunque sia, pensare “poeticamente”, perché poesia E’ vita.
Proprio così disse un famoso poeta e scrittore americano, Archibald MacLeish,: “Una poesia non deve significare, ma essere”.
Fuor di metafora, una poesia è una traccia, un segno incancellabile del pensiero che neanche il tempo potrà mutare. Vediamo l’esempio dei vari autori, quali Leopardi, Montale, D’Annunzio, Ungaretti, ma anche stranieri, come P. Neruda e E. Dickinson, che sono rimasti immortali perché il loro pensiero è rimasto in piedi battendo anche il tempo. Tutti questi gran signori dedicarono la vita a loro stessi, alla loro poesia, alla coltivazione della propria anima. A propositi di ciò, vorrei chiudere“regalarvi”, ovviamente senza commentare per non reprimere alcun vostro pensiero, una poesia di Shakespeare che spero vi possa regalare quelle sensazioni di cui abbiamo parlato fin’ora ed una citazione.
SONNET LX
Like as the waves make towards the pebbled shore,
So do our minutes hasten to their end,
Each changing place with that which goes before
In sequent toil all forwards do contend.
Nativity, once in the main of light,
Crawls to maturity, wherewith, being crowned,
Crooked eclipses 'gainst his glory fight
And Time that gave, doth now his gift confound.
Time doth transfix the flourish set on youth,
And delves the parallels in beauty's brow,
Feeds on the rarities of natures truth,
And nothing stands but for his scythe to mow;
And yet, to times, in hope, my verse shall stand,
Praising thy worth, despite his cruel hand.
Come fanno le onde verso la riva acciottolata,
così al lor fine affrettansi gli istanti,
l’uno sottraendo all’altro che fuggiva,
s’affaticano via via tutti in avanti.
La nascita già in mar di luce ascende,
arriva a maturità, dove vi si corona,
poi l’eclisse sua gloria le contende,
quel che diè strugge il tempo, e mali dona,
trafigge il fior che gioventù decora,
e scava rughe in fronte alla bellezza,
di natura ogni ben raro divora,
tutto col ferro suo percuote e spezza.
Eppur del tempo contro l’aspra falciante mano,
tua lode, il mio verso rimarrà in piedi.
William Shakespeare
"E, poiché sola nell'universo la poesia è verità, quegli che sa contemplarla e attrarla in sé con le virtù del pensiero, quegli è presso a conoscere il segreto della vittoria su la vita." [G. D’Annunzio]
Articolo de La Fenice di Federica
Il ritmo dunque è fondamentale.
Esso può essere più dolce, più incalzante o addirittura giocoso (come quello ripetitivo delle filastrocche), favorito poi anche dalle rime che si possono comporre in svariatissimi modi.
La poesia è anche “figura”, quindi è dare una vera e propria immagine alle parole, cercando di comunicare anche attraverso il “corpo” dell’opera e puntando sul senso visivo del lettore.
Strutturata in stanze che possono variare a seconda del numero di linee che le compongono, la poesia è dunque un vero e proprio testo letterario, ma più complesso con intrecci di assonanze, allitterazioni, rime, cesure e figure retoriche.
Ma vi siete mai chiesti cos’è realmente la poesia? Al di là delle complicate strutture che la compongono, delle rime baciate, incrociate e incatenate e della noia che comporta lo studiarla asetticamente nelle scuole, che rimane?
Molti pensano che sia una perdita di tempo anche solo leggerne una, quando forse non si rendono conto che non ci fu mai cosa più sentita e vera di questa.
Ma è veramente tutto così scarno, rigoroso e freddo? La poesia come stile di vita, come momento perfetto nel quale ricercare se stessi, come immagine perfetta dell’anima è tutto quello che di più umano si possa pensare. E’ proprio questa la necessita letteraria, questo bisogno di scrivere su.. che spinge almeno una volta nella vita ognuno di noi a comporne una o a, comunque sia, pensare “poeticamente”, perché poesia E’ vita.
Proprio così disse un famoso poeta e scrittore americano, Archibald MacLeish,: “Una poesia non deve significare, ma essere”.
Fuor di metafora, una poesia è una traccia, un segno incancellabile del pensiero che neanche il tempo potrà mutare. Vediamo l’esempio dei vari autori, quali Leopardi, Montale, D’Annunzio, Ungaretti, ma anche stranieri, come P. Neruda e E. Dickinson, che sono rimasti immortali perché il loro pensiero è rimasto in piedi battendo anche il tempo. Tutti questi gran signori dedicarono la vita a loro stessi, alla loro poesia, alla coltivazione della propria anima. A propositi di ciò, vorrei chiudere“regalarvi”, ovviamente senza commentare per non reprimere alcun vostro pensiero, una poesia di Shakespeare che spero vi possa regalare quelle sensazioni di cui abbiamo parlato fin’ora ed una citazione.
SONNET LX
Like as the waves make towards the pebbled shore,
So do our minutes hasten to their end,
Each changing place with that which goes before
In sequent toil all forwards do contend.
Nativity, once in the main of light,
Crawls to maturity, wherewith, being crowned,
Crooked eclipses 'gainst his glory fight
And Time that gave, doth now his gift confound.
Time doth transfix the flourish set on youth,
And delves the parallels in beauty's brow,
Feeds on the rarities of natures truth,
And nothing stands but for his scythe to mow;
And yet, to times, in hope, my verse shall stand,
Praising thy worth, despite his cruel hand.
Come fanno le onde verso la riva acciottolata,
così al lor fine affrettansi gli istanti,
l’uno sottraendo all’altro che fuggiva,
s’affaticano via via tutti in avanti.
La nascita già in mar di luce ascende,
arriva a maturità, dove vi si corona,
poi l’eclisse sua gloria le contende,
quel che diè strugge il tempo, e mali dona,
trafigge il fior che gioventù decora,
e scava rughe in fronte alla bellezza,
di natura ogni ben raro divora,
tutto col ferro suo percuote e spezza.
Eppur del tempo contro l’aspra falciante mano,
tua lode, il mio verso rimarrà in piedi.
William Shakespeare
"E, poiché sola nell'universo la poesia è verità, quegli che sa contemplarla e attrarla in sé con le virtù del pensiero, quegli è presso a conoscere il segreto della vittoria su la vita." [G. D’Annunzio]
Articolo de La Fenice di Federica
Il 1 Maggio
Ogni anno, c'è un giorno di festa, anche per i lavoratori che si spaccano le ossa tutti i santi giorni per far andare avanti la nostra bene amata nazione e che si spaccano le ossa per portare del pane in casa per la propria famiglia.
Il 1 Maggio è conosciuto come il giorno della Festa dei Lavoratori o anche come il giorno della Festa del Lavoro.
In questo giorno si festeggia l'impegno del movimento sindacale, che si dovrebbe battere per i lavoratori e per i traguardi da loro raggiunti in campo economico e sociale.
La Festa del Lavoro è riconosciuta e festeggiata in molte nazioni del mondo, ma purtroppo non in tutte.
In alcuni stati i lavoratori non hanno diritti e vengono sfruttati, i sindacati non esistono o sono solo delle istituzioni fantoccio soppresse dallo stato, in alcuni stati anche tra i più civilizzati come il nostro i lavoratori non sono protetti e continuano a morire sul posto di lavoro.
Come è possibile che nel 2008 i lavoratori continuino a morire duarnte il lavoro che alle volte sono costretti a fare per campare e tirare avanti?
La risposta è e deve essere una sola : è una cosa inconcepibile !!!!!!!!!
La Festa del Lavoro ha origini molto lontane, precisamente la prima manifestazione di lavoratori avviene in america dall'associazione Cavalieri del Lavoro o Knights of Labor, (associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882.
Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del Lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale.
Altre organizzazioni sindacali affiliate all' Internazionale dei lavoratori, vicine ai movimenti socialista ed anarchico, suggerirono come data della festività il primo maggio.
Con il passare del tempo questa fu definitivamente fissata al fine di commemorare i garvi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come la rivolta di Haymarket.
Questa strage ebbe il suo culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.
In Europa la festa del 1 Maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.
In Italia la Festa del Lavoro non ha avuto una vita semplice per varie vicissitudiini.
Dobbiamo dire che durante il ventennio fascista la Festa del Lavoro è stata sotituita con la Festa del Laoratore Italiano, dopo la caduta del fascismo el 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra a PAlermo, quando la banda di Salvatore Giuliano, sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.
Con il passare del tempo la Festa del Lavoro è stata organizzata e promulgata dai maggiori sindacati italiani come la CGIL, la CISL e UIL organizzando per i giovani un concerto a Roma alle volte consideratocome esclusivo per coloro che si rifanno a quei valori promossi e difesi dalla sinistra.
Però il lavoratore non è solo di sinistra, infatti come si spacca le ossa un operaio comunista, se le spacca anche un operaio fascista.
Quindi non vorrei che tale festa venga considerata come una festa solo ed esclusivamente per lavoratori di sinistra perchè non è affatto così.
Il 1 Maggio è una festa di tutti i lavoratori italiani e mondiali anche di coloro che hanno punti diritti e riconoscimenti.
Non dobbiamo scordarci che il 1 Maggio si devono anche ricordare tutti quei manifestanti di Chicago e tutti i sindacalisti morti per conquistare maggiori diritti per i lavoratori.
giorno in cui si ricordano i lavoratori Inoltre, se il 1 Maggio è la Festa dei Lavoratori allora deve anche essere inteso anche come un morti sul proprio posto di lavoro.
Buon 1 Maggio a tutti !!!!!!!!!!!
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
Il 1 Maggio è conosciuto come il giorno della Festa dei Lavoratori o anche come il giorno della Festa del Lavoro.
In questo giorno si festeggia l'impegno del movimento sindacale, che si dovrebbe battere per i lavoratori e per i traguardi da loro raggiunti in campo economico e sociale.
La Festa del Lavoro è riconosciuta e festeggiata in molte nazioni del mondo, ma purtroppo non in tutte.
In alcuni stati i lavoratori non hanno diritti e vengono sfruttati, i sindacati non esistono o sono solo delle istituzioni fantoccio soppresse dallo stato, in alcuni stati anche tra i più civilizzati come il nostro i lavoratori non sono protetti e continuano a morire sul posto di lavoro.
Come è possibile che nel 2008 i lavoratori continuino a morire duarnte il lavoro che alle volte sono costretti a fare per campare e tirare avanti?
La risposta è e deve essere una sola : è una cosa inconcepibile !!!!!!!!!
La Festa del Lavoro ha origini molto lontane, precisamente la prima manifestazione di lavoratori avviene in america dall'associazione Cavalieri del Lavoro o Knights of Labor, (associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882.
Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del Lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale.
Altre organizzazioni sindacali affiliate all' Internazionale dei lavoratori, vicine ai movimenti socialista ed anarchico, suggerirono come data della festività il primo maggio.
Con il passare del tempo questa fu definitivamente fissata al fine di commemorare i garvi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come la rivolta di Haymarket.
Questa strage ebbe il suo culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.
In Europa la festa del 1 Maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.
In Italia la Festa del Lavoro non ha avuto una vita semplice per varie vicissitudiini.
Dobbiamo dire che durante il ventennio fascista la Festa del Lavoro è stata sotituita con la Festa del Laoratore Italiano, dopo la caduta del fascismo el 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra a PAlermo, quando la banda di Salvatore Giuliano, sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.
Con il passare del tempo la Festa del Lavoro è stata organizzata e promulgata dai maggiori sindacati italiani come la CGIL, la CISL e UIL organizzando per i giovani un concerto a Roma alle volte consideratocome esclusivo per coloro che si rifanno a quei valori promossi e difesi dalla sinistra.
Però il lavoratore non è solo di sinistra, infatti come si spacca le ossa un operaio comunista, se le spacca anche un operaio fascista.
Quindi non vorrei che tale festa venga considerata come una festa solo ed esclusivamente per lavoratori di sinistra perchè non è affatto così.
Il 1 Maggio è una festa di tutti i lavoratori italiani e mondiali anche di coloro che hanno punti diritti e riconoscimenti.
Non dobbiamo scordarci che il 1 Maggio si devono anche ricordare tutti quei manifestanti di Chicago e tutti i sindacalisti morti per conquistare maggiori diritti per i lavoratori.
giorno in cui si ricordano i lavoratori Inoltre, se il 1 Maggio è la Festa dei Lavoratori allora deve anche essere inteso anche come un morti sul proprio posto di lavoro.
Buon 1 Maggio a tutti !!!!!!!!!!!
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore
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