«Il nostro sistema politico non si propone di imitare le leggi di altri popoli: noi non copiamo nessuno, piuttosto siamo noi a costituire un modello per gli altri. Si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza.»
Paricle
«La vita di un popolo non consiste nel diritto di eleggere i propri rappresentanti, ma nell'invigilarli, nel dirigerli sulla via, nel trasmettere loro la propria ispirazione. Nelle piccole repubbliche antiche, il popolo era chiamato a decidere intorno le leggi proposte. Nei grandi Stati moderni, l'associazione deve supplire all'esercizio impossibile di quel diritto. L'opinione del Paese dovrebbe legalmente, normalmente rivelarsi al governo intorno a ogni cosa che tocca i più.»
Aurelio Saffi
«Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto.»
Walt Whitman
"La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare."
C. Bukowski
Che gran bella cosa che è la democrazia, se non ci fosse democrazia non ci sarebbe libertà e noi non saremmo qui ad esprimere quello che pensiamo e quello in cui crediamo.
Quando questa viene negata penso che sia anche inutile starne a discutere: cade il più alto valore che si possa avere, la libertà personale e quindi decade anche il sistema politico per eccellenza : la democrazia.
La parola democrazia deriva dalla parola greca δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Se dovessimo seguire alla lettera il significto etimologico ogni stato dovrebbe concedere il pieno potere al popolo, ma come tutti noi sappiamo il potere totale al popolo è una cosa ingestibile.
Per questo la democrazia ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.
Vediamo di analizzare i due tipi di democrazia che si pososno avere : democrazia dirette e democrazia indiretta.
La democrazia per eccellenza, e penso sia il sogno di tutti è quello di avere la democrazia diretta, quindi pieno potere al popolo come nell'Antica Grecia dove il popolo si riuniva nell'Agorà e prendeva parte alla vita politica della nazione direttamente senza intermediari.
Ma come in ogni cosa c'è sempre un inttoppo.
Quanto è realizzabile ai giorni nostri una democrazia diretta?
A mio avviso instaurare un regime di democrazia diretta nel 2008 penso sia una cosa inconcepibile.
Probabilmente la democrazia diretta senza intermediari è applicabile in una piccola comunità non superiore a dieci persone, ma come possiamo vedere anche nella nostra realtà della Repubblica Democratica di Vitla la democrazia diretta sta rallentando i lavori dell'Assemblea Costituente.
Scegliere la democrazia diretta per scrivere la Costituzione è stata un'ottima scelta, ma ripensandoci credo di non riproporla più; non perchè voglio escludere il pensiero delle diverse persone, ma credo che una democrazia rappresentativa sia un mezzo più veloce e meno ridondante a costo di scartare parte della cittadinanza.
Attualmente la democrazia diretta la possiamo trovare nella nazione della Svizzera che è una delle poche repubbliche al mondo che funzionano con il meccanismo della democrazia diretta.
La Svizzera utilizza come strumenti di questa democrazia diretta il referendum abrogativo e il referendum propositivo, che possono essere indetti da Parlamento e Governo o direttamente dai cittadini, tramite le petizioni di firme.
La Costituzione disciplina le materie che devono obbligatoriamente essere sottoposte al voto popolare.
Fra queste: qualsiasi modifica alla Costituzione e l'introduzione di codici di leggi come quello civile e penale.
Al contrario in Italia e in molti altri stati vige un regime di democrazia indiretta, quindi noi che siamo un popolo intelligente il giorno del voto andiamo ad affidare un mandato ad una persona che rappresenti meglio il nostro ideale.
C'è un intoppo anche in questa forma di governo?
Credo proprio di si.
Come ogni macchina perfetta c'è sempre un piccolo ingranaggio difettoso che potrebbe portare al collasso della macchina.
Rimedi per questi intoppi ? Non credo ci siano rimedi, credo che l'unica cosa si possa fare sia affidarsi all'intelligenza delle persone, che siano eletti o che siano protagonisti in prima presona.
Alle volte la rivolta popolare non serve a nulla e può solo peggiorare le cose, anche se la storia ci ha fatto vedere che la rivolta popolare ha sempre vinto, badate bene non è un invito alla rivoluzione.
Alcuni asseriscono che la democrazia sia un sistema pieno di contraddizioni.
Di seguito vi riporto alcuni studi e alcuni pensieri in merito:
Studi recenti di economisti e matematici mostrano come la democrazia non sia qualcosa di compiuto e ben definito, come si tende a credere nel senso comune. In effetti un approccio filosofico tende a considerare la democrazia un concetto intrinsecamente contestabile.
La prima critica che si fa alla democrazia è il paradosso insito in se stessa, ovvero se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico, la democrazia cesserebbe di esistere.
Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza. Quindi in pratica la democrazia non può esistere, è solo una teoria utopica.
Un esempio di questo tipo è quello di un Paese a maggioranza islamica nel quale un partito porta i leader religiosi al potere, disconosce la laicità dello Stato, e desidera instaurare una teocrazia; oppure di un orientamento politico che rifiuta la Costituzione e di indire nuove elezioni democratiche.
In secondo luogo si puntualizza un fattore semantico troppo spesso volutamente frainteso: le parole "democrazia" e "libertà" non sono sinonimi.
Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico. In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci, ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo.
In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia.
Il nobel Amartya Sen ha dimostrato che se valgono sia il principio di libertà di opinione che quello di unanimità allora un individuo può avere al più dei diritti.
Ossia:
1. la libertà di opinione è meramente (=soltanto) fine a se stessa
2. la società può essere vincolata a tenere conto al massimo delle preferenze di un solo individuo e ad andare contro quelle degli altri.
Kenneth Arrow ha dimostrato che se valgono il principio di unanimità, di dipendenza dal voto e libertà di opinione allora esiste un dittatore.
In altri termini, in una democrazia come correntemente intesa in occidente, le decisioni sociali riflettono sempre le preferenze di un solo individuo (e per estensione di una sola classe sociale: quella dominante).
Michel Balinsky e Peyton Young hanno dimostrato che non esiste alcun sistema di distribuzione dei seggi in grado di soddisfare i principi di proporzionalità e monotonicità.
In altre parole è possibile che un partito, pur aumentando i consensi rispetto ad un altro, perda dei seggi.
Una domanda sorge spontanea, quanto ci sentiamo inseriti in un contesto democratico nella nostra vita ?
Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore