sabato 2 maggio 2009

Che bella l'oligarchia

Tutti abbiamo delle reminiscenze dei nostri studi scolastici e probabilmente a volte affiorano ricordi di lezioni quando la professoressa di storia spiegava la civiltà greca e ci spiegava anche le diverse forme di governo dell'antica Grecia.
Tutti noi ricorderemo il sitema oligarchico che in Grecia andava per la maggiore.
Per tutti coloro che non se lo ricordano, non c'è problema, vi riassumo brevemente il tutto racontandovi anche qualche anedoto se lo riterrò necessario.
C'è da dire che che la parola oligarchia deriva dal greco "oligoi" (ὀλίγοι)= pochi e "archè" (ἀρχή) = potere, quindi facendo una breve operazione di cucitura dei due significati delle parole si deduce che l'oligarchia è una forma di governo riservata a poche persone.
L'oligarchia è il sitema di governo di una minoranza, di un ristretto gruppo di persone che hanno in mano il potere decisionale dello stato garzie a meriti più o meno discutibili.
Nell'Antica Grecia una forma oligarchica indicava prevalentemente un governo di una classe politica scelta in base al censo.
Sinceramente scegliere i propri governanti in base al proprio censo è una cosa scandalosa e molto antidemocrativa nel vero senso della parola .
I governi oligarchici più importanti dell'Antica Grecia li possiamo tutti noi ricordare come il governo dei " Quattrocento " nel 411 a.C e il governo dei " Trenta Tiranni " del 404 a.C.
Quando nel 413 a.C. gli Ateniesi vengono a sapere degli accordi intercorsi tra Spartani e Persiani, iniziano a convincersi che avrebbero potuto attirare il Gran Re di Persia dalla loro parte se solo avessero modificato la costituzione in senso oligarchico. Un ristretto gruppo di tendenze oligarchiche, guidato da Antifonte e comprendente, tra gli altri, Teramene, Frinico e Peisandro, decide di sfruttare l'occasione mettendo in atto un piano volto ad abbattere le strutture democratiche dello stato ateniese. Nel 411 a.C. iniziano i movimenti che porteranno all'instaurazione della cosiddetta boulé dei quattrocento, secondo i lineamenti di un colpo di stato descritto da Tucidide (VIII, 65) e da Aristotele (Ath. Pol. XXIX-XXXI.
L'inizio si colloca lontano da Atene, nell'isola di Samo da cui muove Peisandro che, con un gruppo di congiurati, inizia a spargere il terrore per l'Egeo: arrivati a Taso, ne abbattono il regime democratico e lo stesso fanno in tutte le città che toccano, applicando rigidamente la strategia dell'eliminazione fisica dell'avversario. Giunti ad Atene, persistono nella stessa tecnica fatta di violenza, sangue e terrore: uccidono il demagogo Androcle, sia per eliminare un avversario pericoloso, sia per invogliare Alcibiade, che di Androcle era nemico, a schierarsi dalla loro parte; controllano inoltre con le minacce i lavori dell'assemblea generale, sopprimendo i cittadini che si schierano contro di loro; anche se nessuno di loro riveste alcuna magistratura, riescono a dirigere la politica cittadina, perché nelle riunioni nessun discorso viene pronunciato se non sia stato rivisto da loro. (tratto da http://it.wikipedia.org).
Invece nel governo dei " Trenta Tiranni " il regime instaurato era un regime di terrore, dove nessun cittadino, indipendentemente dal censo o dal patrimonio poteva esser al sicuro, dal momento che le garanzie costituzionali erano state soppresse. Questo fece sì che la fazione moderata degli oligarchi si ponesse da tramite tra Sparta ed i fuoriusciti democratici.
Il governo dittatoriale, nel frattempo, divenne talmente impopolare che dovette ricorrere all'aiuto di Sparta per potersi reggere: un contingente di 3.000 opliti spartani venne dislocato a tempo indeterminato sull'Acropoli.
Questo "governo - fantoccio" iniziò progressivamente a perdere consensi anche presso i suoi protettori spartani: gli efori spartani, preoccupati che il crescente malcontento della popoazione ateniese esplodesse in una forma insurrezionale e - pertanto - incontrollabile, ordinarono al generale Lisandro di non far intervenire le truppe acquartierate sull'Acropoli.
Il regime dei Trenta venne abbattuto dopo un solo anno di tirannia da Trasibulo, retore ateniese, che era stato immediatamente esiliato e che organizzò a Tebe la resistenza dei democratici i quali tornarono al potere nel 403 a.C. dopo aspre battaglie, descritte da Cornelio Nepote nelle sue "Storie di uomini illustri". Trasibulo, nel Marzo del 403 a.C., al termine della campagna di liberazione, nella quale gli spartani non intervennero, dopo aver sùbito una sconfitta nel primo scontro, rimanendo del tutto neutrali, entrava in Atene e sconfiggeva definitivamente quello che rimaneva dell'esercito dei tiranni nel porto di Munichia, dove morì il medesimo Crizia trafitto al petto da un giavellotto.
Il pensiero aristotelico non vede l'oligarchica antidemocratica, ma vede le persone che esercitano il potere all'interno di un assetto oligarchico pericoloso.
In quanto le persone esercitano il loro potere favorendo i propri interessi tralasciando gli interessi della comunità.
Se, invece, i pochi che esercitano un potere lo fanno in maniera legittima e in vista dell'interesse generale, allora il loro governo è quello dei migliori, e cioè un'aristocrazia.
Come mai ho scritto questo articolo per spiegare che cos'è l'oligarchia?
Avevo voglia di farlo e basta non c'è un motivo particolare e preciso.
Comunque il primo che riesce a trovare o riconosce una forma di governo oligarchica mi faccia un fischio..........

Articolo de La Fenice di Pietro Cacciatore